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Utopia e idiozia. Esperimenti artistici alla periferia di Barcellona

Issue #1

Tanti esperimenti di arte pubblica sono fioriti nella periferia di Barcellona nelle ultime decadi. Questi esperimenti prendono tante forme, da sculture o murales a processi di ricerca partecipativa e progetti site-specific. Ma tutti hanno delle caratteristiche comuni.  Il loro scopo non è solo per abbellire, ma avere un impatto sociale sulla città, generare eventi sociali. Si verificano in un luogo e in un tempo particolari. Sono processi di ricerca che prendono in prestito metodi e idee dalla geografia, dall’antropologia e dalle scienze sociali più in generale, comprese pratiche di mappatura, interviste e ricerca etnografica. Questa ricerca è partecipativa; gli artisti lavorano con la popolazione del luogo nella produzione di una conoscenza locale. Finalmente, questi processi di ricerca sono provvisori e sperimentali. 

Perché “sperimentali”? George Marcus ha definito i sistemi sperimentali come: “sistemi di manipolazione progettati per dare risposte non previste a domande che gli stessi sperimentatori non sono ancora in grado di porre chiaramente. La sperimentazione come macchina per creare il futuro deve generare eventi inaspettati” (Marcus 2010: 276). In questi termini Marcus individua una sovrapposizione tra l’approccio scientifico e quello artistico alla sperimentazione. Negli ultimi anni, autori di studi scientifici e tecnologici come Bruno Latour hanno ampliato la nozione di sperimentazione per definire i processi sociali piuttosto che i luoghi della conoscenza (Latour 2011; Corsín 2014: 384). La sperimentazione come processo sociale non coinvolge solo gli esperti ma anche i non esperti, gli “ignoranti”. Questi nuovi “esperimenti collettivi” si svolgono al di fuori dei laboratori tradizionali, in ambienti pubblici e sono partecipativi (Latour 2011). Gli esperimenti di arte pubblica sono un esempio di esperimenti collettivi.

Ciò porta a una generale caratteristica di questi progetti: mirano ad avere un impatto sociale, a generare eventi sociali e politici inaspettati e a aiutare a immaginare futuri sociali e politici diversi. L’idea è che gli esperimenti di arte pubblica possano aprire uno spazio utopico di possibilità sociali e politiche (Bourriaud 2002; Zebracki et al. 2010).


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Roger Sansi

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