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IMPURE. Journal of Art and Anthropology

IMPURE è una rivista che intercetta e diffonde ricerche al confine tra arte e antropologia, ponendosi come spazio di incontro tra comunità, territori, istanze sociali e ricerca artistica, nonché come luogo di riflessione critica.

I contributi pubblicati semestralmente sono frutto di studi e pratiche condivise, che attraversano l'arte e l'antropologia come metodi di conoscenza dell'umano e del più-che-umano. IMPURE incarna i concetti di contaminazione e ibridazione come strumenti necessari per esplorare la contemporaneità, collaborando con artistɜ, ricercatricɜ, antropologɜ, etnografɜ, curatricɜ e storicɜ dell'arte.

La rivista è autoprodotta, indipendente e gratuita, senza alcun finanziamento né affiliazione con istituzioni, apparati statali o reti legate al sionismo o a qualsiasi altra forma di potere illegittimo.

La redazione si impegna nella diffusione e nell'informazione libera, contro ogni forma di discriminazione, inclusi il razzismo, l'omolesbotransfobia, l'abilismo, il sessismo, lo specismo e tutti i sistemi di oppressione intersezionali. Nella consapevolezza del proprio posizionamento, la redazione riconosce di essere attualmente composta da persone provenienti dal contesto europeo, con le prospettive, i limiti e i privilegi che questo comporta. In ogni numero ci impegniamo a coinvolgere una pluralità di sguardi e soggettività, ampliando le geografie della conoscenza oltre i confini da cui operiamo.

IMPURE è stata fondata da Salvatore Crucitti e Gloria Zeppilli, insieme a Francesco Marano. Hanno partecipato all'ideazione e alla progettazione Martina Musìo e Elena Zottola. Attualmente la redazione è composta da Silvia Carletti, Salvatore Crucitti, Martina Macchia e Gloria Zeppilli.